ItalianoEnglish
[ Concept ]

 

logoNEGATIVO

PREZIOSA 2009

Cutting the mirror. Un lessico estetico

Concept a cura di Maria Cristina Bergesio

 


L’edizione 2009 della rassegna può essere considerata come un approccio al complesso tema della bellezza nel gioiello di ricerca.
Lo scopo principale del gioiello commerciale è quello di abbellire la persona che lo indossa.
Il gioiello è considerato un oggetto che conferisce una bellezza codificata e che deve rispettare determinate regole e canoni.
Questo non accade nel mondo del gioiello di ricerca. Il gioiello è per se stesso un’opera estetica, espressione di una determinata scelta artistica.
Inoltre si tratta di un’opera empatica che richiede un atteggiamento attivo da parte del pubblico, uno sguardo più riflessivo, una attenta osservazione delle sue caratteristiche, forme, materiali, contenuti, provocazioni…..
L’intento della mostra è quello di offrire un’idea delle molteplici ricerche in atto nel gioiello come forma d’arte.
Per esplorare questo campo così stratificato l’esposizione è stata pensata come un itinerario costruito intorno a parole chiave del lessico dell’estetica.
I gioielli sono stati selezionati come visualizzazioni di un concetto estetico che offre al pubblico la possibilità di focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti della ricerca dell’artista. Le opere di ogni artista rappresentano una particolare declinazione del concetto di bellezza.
Guardando la mostra nel suo complesso è inoltre possibile osservare la metamorfosi e l’erosione degli ideali classici di bellezza dagli anni ’60 ad oggi. Come nelle arti visive il gioiello di ricerca registra l’apertura e la rottura dei canoni, introducendo l’ombra del bello: caos, deformazione, imperfezione.
Cutting the mirror è una metafora, che offre una suggestione rispetto alla constatazione che oggi non è più possibile avere un unico, monolitico concetto di bellezza, ma complesse e stratificate concezioni.
La mostra, organizzata in ordine cronologico (seguendo la data di nascita dell’artista) comincia con le opere di due maestri che rappresentano una bellezza classica, nel senso di armonia e misura.
Intorno agli anni ’60 gli artisti cercano una nuova bellezza, lavorando soprattutto sulla forma del gioiello al di fuori delle regole del gioiello tradizionale.


Misura e Ordine: Mario Pinton
Armonia e proporzione: Yasuki Hiramatsu


La mostra prosegue con opere di artisti che aprono il concetto di bellezza e testimoniano un’idea più ampia delle bellezza che caratterizza il nostro tempo.
Il gioiello diventa un campo di intensa sperimentazione, un condensatore di molteplici stimoli.

Ogni gioiello riflette un percorso personale, che può essere legato ad una sperimentazione tecnica, ad un contenuto poetico, alla costruzione del gioiello, all’uso di materiali tradizionali in modo inedito, all’attrazione dei sensi, alla libertà dell’immaginazione, all’arte del trash, al colore come unico mezzo espressivo, al piacere dell’imperfezione.


Minimalismo: Graziano Visintin
Ritmo: Robert Baines
Sehnsucht *nostalgia: Georg W. Dobler
Forma: Annelies Planteijdt
Scintillio: Karl Fritsch
Struttura: Svenja John
Spirito: David Bielander
Kitschen: Lisa Walker
Colore: Sally Marsland
Wabi Sabi *imperfezione: Sebastian Buescher