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PREZIOSA 2007/2008 TIMETALES, il gioiello come rappresentazione di riflessioni sul tempo Concept a cura di Maria Cristina Bergesio Â
Raccontare il tempo percepito e tradotto in oggetti per il corpo da undici artisti-orafi di fama internazionale, attraverso la rielaborazione e la trasformazione di forme, materiali e contenuti che creano una rete di riflessioni sul passato, sulla funzione del gioiello come oggetto di memoria e del suo essere testimone dell’attualità politica e sociale ed anche come riflessione sul significato stesso del gioiello nel mondo contemporaneo.
Filo conduttore dell’esposizione è la funzione mnemonica del gioiello, che registra nell’oggi, nella cultura del presente, l’avvicendarsi di stimoli del passato (Ricordi del passato), di esperienze vissute (Memorie private), di multiformi segni di una realtà sfaccettata (Tracce del presente). Gli artisti invitati sono selezionati in base al particolare approccio al concetto di tempo che è possibile riscontrare nelle loro opere. L’esposizione si articola in tre sezioni tematiche. Sezione 1 – Ricordi del passato
La sala presenta testimonianze di un rapporto, confronto, citazione con il passato. Passato come storia determinata, storia collettiva, ed anche l’opposto di una storia mitica, immaginaria. Giampaolo Babetto (Italia)
Il concetto di metallo come superficie pittorica ha portato Giampaolo Babetto a confrontarsi con la storia dell’arte e con l’opera del Pontormo. Il lavoro del Rinascimento si trasforma in gioiello contemporaneo: il linguaggio di Babetto, da astrazione geometrica, tipica del suo lavoro di ricerca, è qui rimpiazzata da una sorprendente scelta figurativa. Stefano Marchetti (Italia)
Poetica del frammento, del reperto archeologico, suggestioni di decorazioni musive, preziosi decori di un passato remoto che arrivano a noi attraverso il superamento e le traversie della storia e del tempo. La tecnica scelta è quella tradizionale giapponese del Mokume, con la quale l’artista ottiene interessanti superfici che ricordano frammenti di pitture antiche. Ramón Puig Cuyàs (Spagna)
Il suo passato è quello del mito, dell’immaginazione, della leggenda. Una memoria in questo caso immaginativa, un passato che non si sa se è reale o frutto di un racconto, di una suggestione mitica. Il gioiello si configura come un oggetto che raccoglie e narra poeticamente una storia mitica, componendosi come assemblaggio di elementi accuratamente raccolti e gelosamente conservati. Vera Siemund (Germania)
Il suo lavoro è di tipo citazionistico: lavorando e rielaborando forme ed elementi stilistici della gioielleria XIX e XX secolo la Siemund crea un gioco di riferimenti ed associazioni dove in particolare la latta è impiegata in gioielli che rimandano a gioielli preziosi e ricchi di gemme e ad un periodo contraddistinto dall’eclettismo stilistico. Sezione 2 – Memorie private
La sala è dedicata alle diverse possibilità dell’espressione di una memoria privata. Riflessioni diverse che hanno come comune denominatore il desiderio di non perdere o disperdere il patrimonio culturale, personale e sociale. Mari Ishikawa (Giappone)
I lavori di Mari Ishikawa hanno come tema il legame tra le persone, la divinitĂ e la natura. I materiali ed i riferimenti che lei utilizza sono concetti che testimoniano la sua cultura giapponese, lo scintoismo, il buddismo. Nella sua opera confluiscono, emergono, affiorano le idee fondanti della sua cultura, che fanno parte della sua anima, del suo modo di percepire e guardare la realtĂ e della sua attivitĂ creativa (della sua identitĂ ). Jivan Astfalck (Gran Bretagna)
Le opere della Astfalck sono costruzioni di narrazioni, oggetti collegati al corpo con una funzione di attivatori di memoria. Non unici oggetti, ma piuttosto assemblaggi, frammenti, tracce, ricordi trovati, salvati e utilizzati per comunicare complessi intrecci fra memoria, storia personale, ricostruzione narrativa, rapporto con l’oblio, in perenne contraddizione con lo spasmodico bisogno di conoscenza che caratterizza la società contemporanea. Eija Mustonen (Finlandia)
Le opere della Mustonen sono intrise della memoria dei luoghi della sua infanzia (spille “Laghi”). La cultura specifica del luogo e le tracce del paesaggio del suo paese contraddistinguono questi lavori. In altri lavori, elementi come cammei (metafora del gioiello familiare) sono utilizzati come pietre in grandi spille dallo spirito nostalgico e sentimentale. Mah Rana (Gran Bretagna) Il suo lavoro è incentrato sulla storia personale che il gioiello rappresenta per ogni individuo. Proust, il gioiello ha la forza di far tornare alla mente gli ambienti, i colori, gli odori. I gioielli sono oggetti che servono per aiutare a mantenere viva la memoria. Sezione 3 - La memoria del presente Ted Noten (Paesi Bassi) “Contemporary jewellery is dead”: la dimensione quotidiana, la demolizione - con tono ironico e dissacrante - di una certa aurea creatasi intorno al gioiello contemporaneo, appaiono come i cardini dell’opera di Ted Noten. Katja Prins (Paesi Bassi) Il suo lavoro è incentrato sull’accentuazione di una realtà tecnologica che ci circonda e sempre di più connota anche il nostro corpo. La convivenza e l’associazione di materiali organici combinati con forme meccaniche caratterizza i lavori della serie “Cocoon”. Nella serie “Machines are us” invece siamo di fronte ad una vera estetica tecnologica accentuata dall’uso della plastica grigia. Nei lavori più recenti, forme naturali e floreali sono rese sempre attraverso il linguaggio della perfezione della meccanica. Tanel Veenre (Estonia) I gioielli di Tanel Veenre ci mostrano il lato oscuro e decadente della società contemporanea: Una penombra popolata pervade il suo lavoro, e crea una certa inquietudine e sensazioni perturbanti. |